Archivio Storico Diocesano di Arezzo

Piazza di Murello, 2 Arezzo
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Regolamento dell’Archivio

Archivio Storico Diocesano

Responsabile: Don Carlo Cannelli
Assistente: Silvia Bianchi

Sede: Piazza di Murello, 2 – Arezzo
Telefono: 0575 26552
E-mail: archiviostorico@diocesi.arezzo.it

Orario di apertura:
Martedì dalle 9 alle 19
Mercoledì e Venerdì dalle 9 alle 15


L’Archivio Diocesano è per sua natura strumento e memoria dell’attività di un vescovo e della sua Curia, e col tempo, diviene un bene culturale. La presenza del vescovo in Arezzo è attestata nel secolo III e, stabilmente, dal secolo seguente, ma il materiale presente attualmente nell’archivio purtroppo non risale a quei tempi.
Verso la fine del XIV secolo infatti, al tempo del vescovo Giovanni II Albergotti, Arezzo si trovò in crisi profonda. Nel 1384 venne venduta a Firenze, si ritrovò senza difese e venne più volte saccheggiata da compagnie di ventura; contro il vescovo c’erano anche i guelfi aretini. L’archivio andò distrutto nella sua parte che arriva fino al XIV secolo del quale restano soltanto una quindicina di registri di atti notarili civili e benefiziali. In seguito, non fu facile rimettere in piedi un archivio. Questa difficoltà va ascritta a diversi motivi: si susseguirono vescovi con un episcopato molto breve, alcuni di essi non furono residenti in Arezzo, o perché fiorentini o sudditi a Firenze, altri si trovarono di fronte difficoltà oggettive o a dover dare priorità ad altre cose. La Diocesi (vedi frammento della Visita Pastorale del 1421) si trovava in condizioni decisamente penose. Poi la situazione iniziò a migliorare un poco alla volta e nella seconda metà del Cinquecento (il Concilio di Trento si chiude nel 1563) il miglioramento si fece tangibile con il vescovo Stefano Bonucci (1574-1589) e ancor più con il vescovo Pietro Usimbardi (1589-1611). Anche l’archivio comincia a riprendere importanza e a popolarsi di documenti e viene ad avere in curia anche un suo spazio preciso, nel palazzo vescovile, la prima porta a destra.
Con il passare del tempo le carte e i documenti iniziarono ad essere sempre di più. Alla fine del Settecento nel corso dell’episcopato di Angiolo Franceschi, viene riorganizzato l’archivio della Mensa Vescovile. Lentamente l’archivio occupa altri spazi nella curia ed è sufficientemente ordinato.
Alla fine degli anni Cinquanta del ‘900 la maggior parte del materiale archivistico viene accatastata nei locali a tetto della curia, disposta su scaffalature, nuovamente ammassata per lavori e ricollocata. La fase di riordinamento di questo materiale è oggi vicina al completamento, ma non è ultimata. Per un archivio ordinato e dotato dei necessari strumenti di ricerca era comunque indispensabile una nuova sede, problema questo messo in evidenza fin dagli anni Settanta e risolto anche grazie all’intervento di Mons. Gualtiero Bassetti, nel 2004.
Complessivamente l’archivio Diocesano accoglie circa 6000 unità archivistiche tra buste, registri, filze (secc. XIV-XXI).
Oltre ai fondi documentari che solitamente vengono conservati presso gli archivi diocesani negli anni Ottanta è stato trasferito in questo istituto, l’archivio storico di Santa Maria della Pieve (di notevole importanza e tutt’ora da inventariare). Nell’archivio Diocesano si trova anche gran parte dell’archivio dell’Azione Cattolica (secc. XIX-XXI).

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Fondo S.Maria della Pieve

( presso l’archivio storico diocesano )
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